<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Enophilia</title>
	<atom:link href="http://www.enophilia.net/index.php?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.enophilia.net</link>
	<description>Quindicinale enoico per appassionati e professionisti del vino</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2010 08:53:15 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sui vini chiamati &#8220;naturali&#8221;</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=607</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=607#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>
		<category><![CDATA[biodinamico]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[naturale]]></category>
		<category><![CDATA[vero]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[Tentiamo di ricapitolare.
Sul blog della guida ai vini dell&#8217;Espresso viene pubblicato un post intitolato &#8220;Fenomeno naturale&#8221;, che ospita l&#8217;introduzione al nuovo libro che Giovanni Bietti dedica al fenomeno bio, biodinamico, eccetera.
Vi suggerisco di leggere il post e tutti i commenti.
La discussione tra il sottoscritto e Corrado Dottori &#8211; vignaiolo tra i più consapevoli (la passione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tentiamo di ricapitolare.</p>
<p>Sul <a href="http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blog della guida ai vini dell&#8217;Espresso</a> viene pubblicato <a href="http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/04/12/fenomeno-naturale/" target="_blank">un post intitolato &#8220;Fenomeno naturale&#8221;</a>, che ospita l&#8217;introduzione al nuovo libro che <strong>Giovanni Bietti</strong> dedica al fenomeno bio, biodinamico, eccetera.</p>
<p>Vi suggerisco di leggere il post e tutti i commenti.</p>
<p>La discussione tra il sottoscritto e <a href="http://ladistesa.blogspot.com/" target="_blank">Corrado Dottori</a> &#8211; <em>vignaiolo tra i più consapevoli (la passione per <a href="http://www.brucespringsteen.net/news/index.html" target="_blank">il più grande rocker di tutti i tempi </a>ci unisce, per inciso)</em> &#8211; prosegue qui, con un post di Corrado che, per spessore e profondità, è difficile da trovare anche nella carta stampata.</p>
<p><strong>IL VINO NATURALE ED IL DOMINIO DELLA TECNO-SCIENZA</strong></p>
<p>Pare che d&#8217;improvviso tutti si siano accorti dei vini naturali. Tutti a scrivere di filosofia &#8220;vinoverista&#8221;, di biodinamica, di marketing del bio, di vininaturali dentro Vinitaly, fuori, a metà strada.<br />
Assisto con interesse e preoccupazione al dibattito. Noto, soprattutto, gli attacchi, i distinguo, le critiche, le insinuazioni.<br />
Una larga parte di produttori “convenzionali”, di commentatori vari, di giornalisti, di bloggers, sostiene che l’aggettivo “naturale” sia fuorviante, sbagliato, eccessivo.<br />
La critica più forte è fondata su tre questioni interconnesse:</p>
<p><strong>1) Il vino &#8220;naturale&#8221; non esiste, perché l&#8217;uva naturalmente o marcisce o diventa aceto.</strong></p>
<p><strong><br />
2) L&#8217;atto agricolo stesso è &#8220;innaturale&#8221;, poiché atto umano.</strong></p>
<p><strong><br />
3) In ogni caso il riferimento a processi che limitano l’utilizzo della chimica deve restare nell’ambito di ciò che è normato dallo Stato (disciplinari del biologico).</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Mentre i produttori &#8220;naturali&#8221; faticano a trovare un terreno comune di discussione, i loro &#8220;avversari&#8221; già sono in grado di affermare che il vino naturale è una falsificazione.<br />
Trovo questa impostazione del problema facile e poco interessante. Nega, infatti, all’origine l’esistenza stessa del concetto di vino naturale. In questo modo si è risolto il problema, no?<br />
E&#8217; esattamente l&#8217;approccio occidentale nel momento del trionfo della tecno-scienza, per dirla con <strong>Heidegger</strong>. L&#8217;uomo sta su un piedistallo, nuovo dio, e la natura è fuori da sé. Perfettamente conoscibile, modellizzabile, manipolabile.<br />
<a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/4510549072_c9e15970e7_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-608" title="Martin Heidegger" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/4510549072_c9e15970e7_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a><br />
<em>Ma è proprio così? O questa è proprio la deriva da evitare, proprio la strada verso l&#8217;abisso?</em><br />
<strong>Qui non c&#8217;entra nulla l&#8217;ecologismo radicale.</strong> E&#8217;, invece, una questione ontologica. E&#8217; una questione esistenziale. Se cioé l&#8217;uomo stia “nella” natura e non “contro” o “sopra” la natura. Se debba abitare il mondo o se, invece, lo debba piegare alle prorie necessità.<br />
Quando nasce il movimento per l’agricoltura biologica la prima rottura, immediatamente, è sulla visione del mondo, sulla filosofia della scienza, su un nuovo umanesimo. Non certo su quali e quanti prodotti si possano o non si possano utilizzare.<br />
L’uomo è &#8211; esiste &#8211; in quanto agisce &#8220;nella&#8221; natura, in quanto parte dell&#8217;essere tutto. In questo senso non è affatto un caso che la biodinamica sia filosoficamente fondata (per quanto poi si possa avere una opinione critica sulla filosofia steineriana).<br />
E’ partendo da qui, dunque, che si può e si deve rispondere in modo critico e dialettico alle tre questioni sopra esposte.</p>
<p>Veniamo alla prima.</p>
<p><strong>Innanzitutto è falso che, pressata l&#8217;uva, il mosto diventi naturalmente aceto.</strong><br />
L&#8217;acetobacter necessita di etanaolo, cioé di alcool. Dunque ogni acetificazione segue sempre una fermentazione alcolica. La quale avviene per una dinamica microbiologica naturale, per l&#8217;appunto. A me, cioé, pare vero, esattamente l’opposto di quanto si sostiene: nella fermentazione alcolica spontanea è la natura, è l’energia, è la vita. Dove interviene l&#8217;uomo? Nella decisione iniziale di pressare l&#8217;uva per farne vino, certo. L’uva non si pressa “da sola”. E poi nella corretta gestione del liquido, finita la fermentazione alcolica. Esaurita la carbonica, l’ossigeno inizia la sua azione destabilizzante, e l’uomo ha sperimentato nel tempo una serie di tecniche per frenarne l’azione.<br />
Torniamo, allora, al punto filosofico. <strong>La contrapposizione netta fra tecnica e natura era presente già nei greci.</strong> Ma solo con l’uomo moderno diviene netta, come frutto di una visione schematica e tecno-scientifica dell&#8217;uomo.<br />
Perché l&#8217;uomo decide di pressare l&#8217;uva e vinificarne il succo? Perché parte del proprio tempo, parte della propria esistenza, sono per l’uomo legate al piacere. Le bevande fermentate entrano nella storia come aspetto dionisiaco che costituisce, fonda l&#8217;uomo. Lo definisce, lo caratterizza ontologicamente. Si potrebbe dire che per sua natura l&#8217;uomo, perlomeno dagli egizi in avanti, trae giovamento, godimento materiale e spirituale, dal vino. Per-sua-natura. Cioé come fatto naturale, legato alla propria specie.<br />
Se, dunque, esiste la possibilità di produrre naturalmente vino, senza alcuna aggiunta (ed è possibile, è sempre accaduto e sempre accadrà, si pensi ai famosissimi vini di Lesbo o Chios nell&#8217;antichità), per trarne quel godimento che è naturale-per-la-specie, ciò che resta aperto è il secondo problema, quello dell&#8217;”atto umano&#8221;, cioé della tecnica. Agricola, in primo luogo. E di conservazione del liquido, in secondo luogo.</p>
<p>Ora, in natura anche i castori adottano una tecnica per costruire le proprie dighe. Anche i leoni adottano una tecnica di caccia. Anche i formicai sono costruiti secondo una certa tecnica. Eppure a nessuno verrebbe da dire che sono &#8220;innaturali&#8221;. Anche l&#8217;ostetricia, oramai, è fatta di tecniche e procedure. Eppure usiamo ancora correntemente il termine &#8220;parto naturale&#8221;, per distinguerlo dal parto cesareo, frutto di una chirurgia molto più invasiva.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Dire che l&#8217;agricoltura è innaturale, poiché frutto di scelte umane, è un colossale fraintendimento. </strong>E&#8217; un fraintendimento che nasce proprio dal fatto di immaginare l&#8217;uomo separato dalla natura. Dal fatto che ci pare più importante la storia recentissima rispetto all&#8217;intero della storia evolutiva umana.<br />
L&#8217;agricoltura è parte integrante dell&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo ed, anzi, fatto costitutivo dell&#8217;ultimo anello evoluzionistico. Non siamo più cacciatori-raccoglitori ma diveniamo agricoltori. E nei secoli sviluppiamo tecniche agricole. Certamente tali tecniche prevedono l&#8217;atto, l’intervento, umano.</p>
<p>Ma perché considerarlo innaturale? Perché considerare innaturale seminare, addomesticare varietà, bonificare i terreni? Esattamente come l&#8217;orso aspetta i salmoni sul bordo del fiume e, con una certa tecnica affinata in milioni di anni, pesca, così l&#8217;homo erectus a un dato punto della sua storia evolutiva coltiva i campi per nutrirsi.</p>
<p>E dunque? E dunque la rottura sta quando l&#8217;uomo si distacca dalla natura in seguito al progresso scientifico, al capitalismo, allo sviluppo, all&#8217;industria. Quando cioé tecnica e natura smettono di dialogare, di relazionarsi. Quando la Tecnica, dopo la grande rivoluzione scientifica, si pone in posizione dominante. Quando si rompe, cioé, l&#8217;equilibrio naturale attraverso la forzatura industriale (I rifiuti, ad esempio, nascono con l’industria: in natura non esistono rifiuti). Parliamo degli ultimi 300 anni di storia umana, a stare larghi.<br />
Qui iniziano i problemi. Qui si perde a strada. Qui si dividono i sentieri. Questa non è assolutamente una posizione luddista o anti-progressista.</p>
<p><strong>E’ solo una breve ricostruzione per ricordare che la fondazione del “biologico” avviene come reazione alla rottura del rapporto fra uomo e natura.</strong> Per sottolineare che ciò che è innaturale non è l&#8217;agricoltura, ma l&#8217;agro-industria. Ciò che è innaturale non è il vino, ma il vino costruito in laboratorio. Se non eliminiamo questa linea di demarcazione netta, come troppi tendono a fare, allora tutto diventa possibile.</p>
<p>Si viene, così, all’ultima questione. <strong>Perché, cioé, non è più possibile riferirsi al solo termine biologico e perché si sta diffondendo il termine &#8220;naturale&#8221;. </strong>Non è furbizia. E&#8217; che con l&#8217;avvento dei disciplinari e della certificazione, di fatto, sono venuti meno i fondamenti stessi sui quali era poggiato il movimento bio. L’industria ci ha defraudato del termine. I disciplinati biologici e, in parte, biodinamici, poggiano oggi sulla stessa mentalità industrialista per cui ciò che conta sono le molecole, le quantità, i prodotti. E non il rapporto uomo-natura. Basta leggere il prossimo disciplinare dei &#8220;vini biologici&#8221; per capirlo.<br />
<strong>&#8220;Naturale&#8221; è termine ambiguo, sono il primo ad ammetterlo</strong>. Eppure con le conoscenze attuali e nelle annate giuste si può fare vino senza null&#8217;altro che non sia uva. Così come in campagna si può fare una viticoltura sana e produttiva col solo moderato uso di zolfo e rame. Per quanto riguarda il rame molti vignaioli riescono a rimanere sotto i 3 kg. di rame metallo all’ettaro all&#8217;anno (0,3 grammi al meto quadro). Quantità che non lascia residui nel terreno.</p>
<p>Trovo, quindi, che non sia l&#8217;uso di una tecnica umana a negare la naturalità, bensì l’innaturale dispiegarsi della Tecnica rispetto ad un mondo della natura in cui l’uomo da semplice attore diviene dapprima protagonista, poi regista, infine produttore. Da questo punto di vista il dominio della tecno-scienza altro non è se non l&#8217;altra faccia della medaglia di ciò che <strong>Nietszche</strong> aveva chiamato &#8220;Volontà di potenza&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/nietzsche_fondo-magazine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="Friedrich Nietzsche" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/nietzsche_fondo-magazine.jpg" alt="" width="305" height="372" /></a></p>
<p>Il novecento, con la sua follia atomica e superomista, non ci ha insegnato nulla. Ed in questo senso, io credo, va collocato il problema degli OGM, delle clonazioni animali, ecc&#8230;<br />
Da questa prospettiva mi pare che si possa e si debba parlare tranquillamente di &#8220;vino naturale&#8221; e, semmai, dividersi e discutere sulla qualità di quel vino. Buono o cattivo. Ossidato, ridotto, pulito, espressivo, complesso, acetico e chi più ne ha più ne metta.<br />
<strong>In conclusione credo che, in realtà, la moda di cui tanto si parla consista più nell&#8217;attaccare il vino naturale che nel vino naturale stesso.</strong><br />
Quando passeggio per le nostre campagne in aprile e maggio tutta questa moda naturale non la vedo: vedo soprattutto grandi macchie arancione-Round-Up.<br />
Chissà a chi dà tanto fastidio il fatto che il vino naturale possa esistere?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Corrado Dottori</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=607</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Accoppiamenti inaspettatamente sbagliati</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=598</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=598#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 15:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=598</guid>
		<description><![CDATA[
&#38;

Effetto:
la carnosità dello scampo crudo asciuga tremendamente lo Chablis, gli toglie completamente succo, esaltandone l&#8217;acidità metallica.
La mia convinzione che lo scampio crudo vuole il legno o il residuo zuccherino o una acidità più &#8220;melosa&#8221; è sempre più forte&#8230;
Peggio di ostriche &#38; champagne: meno metallico ma ancora più asciutto.
Pessima, pessima accoppiata.*
* Per la precisione, Chablis 1er [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="file:///R:/TEMP/moz-screenshot.png" alt="" /><img src="file:///R:/TEMP/moz-screenshot-1.png" alt="" /><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/3839253135_0362cb09cd.jpg"><img class="size-full wp-image-599 aligncenter" title="Scampi crudi" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/3839253135_0362cb09cd.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&amp;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/4504963291_f7fc625181_o.jpg"><img class="size-full wp-image-600 aligncenter" title="Chablis" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/4504963291_f7fc625181_o.jpg" alt="" width="500" height="321" /></a></p>
<p><em>Effetto</em>:</p>
<p>la carnosità dello scampo <strong>crudo </strong>asciuga tremendamente lo Chablis, gli toglie completamente succo, esaltandone l&#8217;acidità metallica.</p>
<p>La mia convinzione che <span style="color: #0000ff;">lo scampio crudo vuole il legno o il residuo zuccherino o una acidità più &#8220;melosa&#8221; è sempre più forte&#8230;</span></p>
<p>Peggio di ostriche &amp; champagne: meno metallico ma ancora più asciutto.</p>
<p>Pessima, pessima accoppiata.*</p>
<p>* <em>Per la precisione, Chablis 1er Cru Cote de Lechet 2008 Bernard Defaix e scampi vivi (si muovevano), alcuni nature, alcuni con un filo di pepe nero, alcuni con filo di zenzero.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=598</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rosso Lusitano</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=591</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=591#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 08:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=591</guid>
		<description><![CDATA[Tranquilli: non siete gli unici a pensare automaticamente al Porto quando si parla di vini del Douro. Anche il sottoscritto era vittima della automatica equazione fino a pochi giorni fa.
Chiaro, anche io avevo letto che in zona si fanno anche rossi secchi anche grandi, ma non li avevo mai assaggiati.
L&#8217;iniziazione è avvenuta con due autentici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tranquilli: <strong>non siete gli unici a pensare automaticamente al Porto quando si parla di vini del Douro</strong>. Anche il sottoscritto era vittima della automatica equazione fino a pochi giorni fa.</p>
<p>Chiaro, <em>anche </em>io avevo letto che in zona si fanno <em>anche </em>rossi secchi <em>anche</em> grandi, ma non li avevo mai assaggiati.</p>
<p>L&#8217;iniziazione è avvenuta con due autentici miracoli come il <strong><a href="http://www.wonderfulland.com/wonder2006/wine/vallado/indexwine_en.htm#products_3">Douro Touriga Nacional 2007</a> </strong>e il<strong> <a href="http://www.wonderfulland.com/wonder2006/wine/vallado/indexwine_en.htm#products_1">Douro Reserva 2007</a> </strong>di <strong><a href="http://www.wonderfulland.com/vallado/index_en.htm">Quinta do Vallado</a></strong>, propaggine non fortificata dell&#8217;ultralusitana <strong>Ferreira</strong>.</p>
<p>Bordolesi nella regia (fusione del legno da alta oreficeria, estrazione gentile che a qualcuno apparirà timida) ma apparentemente portoghesi nella sceneggiatura, coniugano &#8211; soprattutto il primo &#8211; una fragranza e una complessità di frutto decisamente borgognona a un calore da peso massimo.</p>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/74589178_e5ddda9b65.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-592" title="Vigneti nel Douro" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/04/74589178_e5ddda9b65.jpg" alt="" width="500" height="318" /></a></p>
<p>Più verticale il primo, più sostanzioso e incupito l&#8217;altro.</p>
<p>Un tannino magico &#8211; stavolta soprattutto nel secondo, fresco e cacaoso &#8211; e una resistenza all&#8217;aria &#8220;talebana&#8221; &#8211; a 5 giorni dalla stappatura continuano a danzare senza stanchezza &#8211; ne fanno due bottiglie</p>
<p>di statura internazionale.</p>
<p><span style="color: #800000;">Importatore italiano cercasi, per l&#8217;inciso</span>. <strong><span style="color: #000000;">Imperdibili</span> </strong>(<em>e per ora introvabili&#8230;</em>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=591</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pranzo con vista (sulla Maiella)</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=586</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=586#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Locali etilici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=586</guid>
		<description><![CDATA[Capita a volte di sbagliare la scelta del vino al ristorante. Non capita spesso invece che il ristorante te ne faccia scegliere un altro e non ti metta la prima bottiglia sul conto.
Il vino in questione è il Don Anselmo 1997 di Paternoster, assolutamente non viziato dal tappo, ma secondo me troppo evoluto e quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita a volte di sbagliare la scelta del vino al ristorante. <span style="color: #800000;">Non capita spesso invece che il ristorante te ne faccia scegliere un altro e non ti metta la prima bottiglia sul conto</span>.</p>
<p>Il vino in questione è il <a href="http://www.paternostervini.it/template.jsp?pagina=aVini&amp;locale=it_IT">Don Anselmo 1997 di Paternoster</a>, assolutamente non viziato dal tappo, ma secondo me troppo evoluto e quasi sgradevole al gusto. Bicchiere giusto e ossigenazione, ma niente da fare, non era di mio gradimento e avrebbe rovinato un pranzo che si prospettava assai gustoso.</p>
<p>Opportuna, anche se oggettivamente non obbligatoria, la sostituzione.</p>
<p>Il ristorante in questione è il <a href="http://www.villamaiella.it/">Villa Maiella di Guardiagrele</a>, alle pendici della montagna madre dell’Abruzzo, la Maiella per l’appunto. Vino a parte <span style="color: #800000;">è un posto in cui la realtà supera le aspettative, dove tradizione significa la preparazione dei migliori ingredienti locali al massimo livello di cura ma senza effetti speciali</span>. Un posto a un passo dalla stella, in cui si trova il calore e la familiarità di una trattoria a gestione familiare. Miracoli delle terre d’Abruzzo.</p>
<p>Il menu degustazione della tradizione abruzzese (38 euro) è una scelta obbligata la prima volta, ma forse anche le successive. Altrimenti potete lasciarvi guidare da <strong>Peppino Tinari</strong>, chef e attento padrone di casa, e di certo non rimarrete delusi. I piatti, dosati per arrivare in fondo, sono una fusione di soavità e intensità saporosa. Bisognerebbe citarli tutti, ma mi limito ai <em>coup de coeur</em> che solo l’Abruzzo sa regalare.</p>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/03/3861976955_b2a88854f5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-587" title="La Maiella" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/03/3861976955_b2a88854f5.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span style="color: #800000;">Pallotte con cacio e uova, chitarrina tradizionale con sugo di agnello semplicemente strepitosa, pollo in casseruola al vino cotto</span>, <strong><span style="color: #800000;">agnello alle erbe aromatiche, il più buono mai assaggiato in vita mia</span></strong>.</p>
<p>La carta dei vini è vasta con notevole profondità di annate per diverse etichette e ricarichi “affrontabili”. <span style="color: #800000;">La seconda scelta è poi caduta sul Praesidium 2003, Montepulciano d’Abruzzo di Enzo Pasquale (22 euro), un produttore che di distingue per l’espressività stilistica verace</span>. A dispetto dell’annata il vino era piena forma, succoso, con la sua caratteristica nota di olive in evidenza, e senza cedimenti. Oltre a sposarsi in maniera mirabile con l’agnello in un esempio da manuale di abbinamento cibo-vino.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Maurizio Silvestri</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=586</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sulphur</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=576</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=576#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=576</guid>
		<description><![CDATA[&#60;Difetto&#62; quando è sopra, &#60;carattere&#62; quando sta accanto agli altri profumi?
Semplificazione eccessiva?

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&lt;Difetto&gt; </strong></em>quando è sopra, <em><strong>&lt;carattere&gt; </strong></em>quando sta accanto agli altri profumi?</p>
<p>Semplificazione eccessiva?</p>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/03/Dsc00017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-578" title="Mosti di differenti Cru di Borgogna" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/03/Dsc00017-e1268054525153.jpg" alt="" width="500" height="350" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=576</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Kolors</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=565</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=565#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=565</guid>
		<description><![CDATA[Perchè fare una scala dei colori in base allo stato evolutivo e non in base alle varieta?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè fare una scala dei colori in base allo stato evolutivo e non in base alle varieta?<a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/Fotolia_317562_Subscription_L.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-566" title="the rainbow piano" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/Fotolia_317562_Subscription_L-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=565</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2000-2009 R.I.P. (4° e ultima parte)</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=561</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=561#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=561</guid>
		<description><![CDATA[

Piatti!!!
1° Tagliatelle alla bolognese &#8211; Il Rigoletto;
2° Lepre in salsa di cacao &#8211; Caino;
3° Scampo Zen &#8211; Uliassi, Assaggi di dessert (si chiama così?) &#8211; Perbellini.
Last, but not least, i Vini
1° Barbaresco Santo Stefano 1988 &#8211; Bruno Giacosa. Se non ricordo male, Gino Veronelli lo valutò a tre cifre. E io cosa altro dovrei aggiungere? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-560" title="scampozen" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/scampozen-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<div>
<p><strong>Piatti!!!</strong></p>
<p>1° Tagliatelle alla bolognese &#8211; Il Rigoletto;</p>
<p>2° Lepre in salsa di cacao &#8211; Caino;</p>
<p>3° Scampo Zen &#8211; Uliassi, Assaggi di dessert (si chiama così?) &#8211; Perbellini.</p>
<p><strong>Last, but not least, i Vini</strong></p>
<p>1° <strong>Barbaresco Santo Stefano 1988 &#8211; Bruno Giacosa</strong>. Se non ricordo male, Gino Veronelli lo valutò a tre cifre. E io cosa altro dovrei aggiungere? Solo che non lo bevo da anni, ma almeno fino a 4-5 anni fa era un Paradiso.</p>
<p>2° <strong>Barolo Ciabot Mentin Ginestra 1999 &#8211; Domenico Clerico</strong>. Il profumo di menta (Ginestra), frutta tropicale (nebbiolo alla sommità aromatica) e la dolcezza di tannino mi commossero (letteralmente). E non costava manco così tanto&#8230;</p>
<p>3° <strong>Vigna d&#8217;Alceo 1997 &#8211; Rampolla</strong>. Non è la mia annata preferita (quella è il 99), ma la prima che assaggiai. Fu un gancio di Tyson. A mio parere, il migliore vino da vitigni bordolesi d&#8217;Italia.</p>
<p>3° parimerito: <strong>Amarone 1997 &#8211; Dal Forno</strong>. Lo adoro, e penso si tratti di un vino da difendere, visto che è uno dei bersagli preferiti della winesnobbery italica. Incredibile la capacità di mantenere bevibilità ed equilibrio con quelle fondamenta. Definitivo.</p>
<p>Poi potrei mettere altri 50 vini, magari i Borgogna fatti in 27 bottiglie, le cose introvabili di Gambelli, i riesling tedeschi e tutto quello che va di moda adesso, ma ve li risparmio. Aggiungo solo due bottiglie rappresentative dei miei natali (sono mezzo emiliano e mezzo marchigiano): <strong>Rifermentazione Ancestrale 2007 Bellei</strong> e <strong>riserva 1983 Bucci</strong>.</p>
<p>Ci si rivede il prossimo decennio!</p>
<p>FA</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=561</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2000-2009 R.I.P. (3° parte)</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=555</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=555#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=555</guid>
		<description><![CDATA[LIBRI

Facendo mente locale alle letture devo dire che il numero è sceso di parecchio in questo decennio rispetto al precedente, quando andavo a più di un libro a settimana. La qualità forse no. Su tutte, i libri di Umberto Galimberti. &#8220;I miti del nostro tempo&#8221;, appena uscito, è superlativo. Come tutto il resto.

Questo qui sopra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LIBRI</strong></p>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/2605775728_2441d3e88f.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-556" title="2605775728_2441d3e88f" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/2605775728_2441d3e88f.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Facendo mente locale alle letture devo dire che il numero è sceso di parecchio in questo decennio rispetto al precedente, quando andavo a più di un libro a settimana. La qualità forse no. Su tutte, i libri di <strong>Umberto Galimberti</strong>. &#8220;I miti del nostro tempo&#8221;, appena uscito, è superlativo. Come tutto il resto.</p>
<p><img title="Neil Beckett" src="http://www.finewinemag.com/images/upload/neil_photo.jpg" alt="" width="428" height="567" /></p>
<p>Questo qui sopra è invece <strong>Neil Beckett, direttore di The World of Fine Wine</strong>. Faccia forse ancora poco conosciuta qui da noi, è il principale responsabile della migliore rivista sul vino che io abbia mai avuto fra le mani. Anzi, libro con cadenza trimestrale. Da quando la leggo, ho chiuso con quasi tutto il resto della carta. Di più: la prima lettura mi sconvolse talmente tanto da indurmi un paio di anni fa a salire su un aereo per Londra e stringere una collaborazione (commerciale). Adesso la distribuisco qui da noi. Visto il prezzo e la lingua in cui è scritta, i risultati sono confortanti. Certo che se qualche editore con le spalle larghe si svegliasse e mi desse retta, invece di fare spallucce&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=555</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2000-2009 R.I.P. (2° parte)</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=551</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=551#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=551</guid>
		<description><![CDATA[

VOLLEY, FORTISSIMAMENTE VOLLEY&#8230;.
1° Samuele Papi &#38; Matey Kaziyski
Mondiali 2002, quarto set dei quarti di finale, Italia Brasile. Siamo sotto 2 a 1, Samuele è in panca con un ginocchio gonfio così. Viene gettato nella mischia, a freddo. Gli battono forte angolato in zona 1, lui riceve perfetto e va a attaccare un lungolinea da zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/PAPI_BIG.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-552" title="PAPI_BIG" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/PAPI_BIG.jpg" alt="" width="389" height="580" /></a></p>
<div>
<p><strong>VOLLEY, FORTISSIMAMENTE VOLLEY&#8230;.</strong></p>
<p>1° Samuele Papi &amp; Matey Kaziyski</p>
<p>Mondiali 2002, quarto set dei quarti di finale, Italia Brasile. Siamo sotto 2 a 1, Samuele è in panca con un ginocchio gonfio così. Viene gettato nella mischia, a freddo. Gli battono forte angolato in zona 1, lui riceve perfetto e va a attaccare un lungolinea da zona 2. Una bomba atomica. Giba, che sta in difesa, si ritrova un siluro che gli frantuma il petto e schizza in tribuna. A fine partita Anastasi (CT nostro) dice &#8220;con un ginocchio così una persona normale non farebbe manco le scale&#8221;. Ti voglio bene Samu, a te, Lollo, Giangio e a tutti gli altri. Davvero.</p>
<p><img title="Matey Kaziysky" src="http://www.volleyball.it/images/kaziyski_coscione_400.jpg" alt="" width="266" height="400" /></p>
<p>Alle finali scudetto di anno scorso le sue battute al salto non si vedevano manco al rallentatore. Certo, soffre un pò le battute corte e in difesa non è Sergio (ma chi cazzo lo è, in fondo?), ma in prima linea è senza discussione il più forte giocatore in circolazione. Ai mondiali prossimi giocarci contro sarà rilassante quanto vedere Bin Laden al check in dell&#8217;Alitalia.</p>
<p>2° Gustavo</p>
<p>Non passerà dove passavano Gardo, Giangio e Van de Goor, ma è il centrale più completo da Lucchetta ad oggi. Il vero asso nella manica dei brasiliani, insieme a&#8230;</p>
<p>3° Ricardo</p>
<p>Una intelligenza tattica anche eccessiva, un tocco vellutato quanto un Borgogna di quelli buoni. Avercelo&#8230;.</p>
<p><strong>LA DELUSIONE ENOICA</strong></p>
<p>Parlare male di un mito non è mai piacevole, ma Granbussia nove sei non mi ha mai mai convinto (eufemismo). Per rispetto della azienda e del vino (alcune annate, come 89 e 90 ora sono da infarto) non metto manco l&#8217;etichetta. Le rughe lo abbelliranno? Conoscendo il carattere del millesimo, non è da escludere.</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=551</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2000-2009 R.I.P. (1° parte)</title>
		<link>http://www.enophilia.net/?p=544</link>
		<comments>http://www.enophilia.net/?p=544#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dell'enofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enophilia.net/?p=544</guid>
		<description><![CDATA[

&#8230;Pensare che il titolo può stare sia per &#8220;riposi in pace&#8221; che per &#8220;rest in peace&#8221;&#8230;
Ad ogni modo, questo non è un articolo, ma un semplice post, fatto soprattutto per me, da utilizzare in futuro come promemoria.
Ecco, dunque, il meglio del decennio per il sottoscritto, e qualche delusione forte.
HORROR

Aahh non cominciate con &#8220;ma questo fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/le-vite-degli-altri_grande.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="le-vite-degli-altri_grande" src="http://www.enophilia.net/wp-content/uploads/2010/02/le-vite-degli-altri_grande.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8230;Pensare che il titolo può stare sia per &#8220;riposi in pace&#8221; che per &#8220;rest in peace&#8221;&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo, questo non è un articolo, ma un semplice post, fatto soprattutto per me, da utilizzare in futuro come promemoria.</p>
<p>Ecco, dunque, il meglio del decennio per il sottoscritto, e qualche delusione forte.</p>
<p><strong>HORROR</strong></p>
<p><img title="Una scena (devastante) di Rec, il miglior horror del decennio" src="http://static.blogo.it/cineblog/rec-foto-gallery/rec44.jpg" alt="" width="432" height="270" /></p>
<p>Aahh non cominciate con &#8220;ma questo fa tanto l&#8217;intellettualoide poi ama l&#8217;horror&#8221;, che rispondo al volo che se è vero (ed è vero) che Wittgenstein amava sopra ogni cosa il pollo fritto e i film di Stanlio e Ollio, io posso guardare tranquillamente splatter (che, detto per inciso, detesto):</p>
<p>1° Rec;</p>
<p>2° The Others;</p>
<p>3° Wolf Creek, The Grudge;</p>
<p>4° 28 giorni dopo, Frontiers, Them, Session 9, The Bug;</p>
<p>5° Lasciami entrare, Funny Games, The House of the devil, Calvaire, The Orphanage, The girl next door, Carriers, il Sesto Senso, The Strangers, Vacancy.</p>
<p><strong>DRAMMATICI &amp; CO.</strong></p>
<p><img title="Le Vite degli Altri" src="http://www.cinedetour.it/recensioni/vitedeglialtri/le-vite-degli-altri_grande.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>1° Le vite degli altri<br />
2° Amelie<br />
3° Kill Bill 2<br />
4° Mystic River<br />
5° A History of Violence<br />
6° La sposa turca<br />
7° Il pianista</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enophilia.net/?feed=rss2&amp;p=544</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
