Enophilia

Quindicinale enoico per appassionati e professionisti del vino
A cura di
Francesco Annibali

2000-2009 R.I.P. (4° e ultima parte)

Piatti!!!

1° Tagliatelle alla bolognese – Il Rigoletto;

2° Lepre in salsa di cacao – Caino;

3° Scampo Zen – Uliassi, Assaggi di dessert (si chiama così?) – Perbellini.

Last, but not least, i Vini

Barbaresco Santo Stefano 1988 – Bruno Giacosa. Se non ricordo male, Gino Veronelli lo valutò a tre cifre. E io cosa altro dovrei aggiungere? Solo che non lo bevo da anni, ma almeno fino a 4-5 anni fa era un Paradiso.

Barolo Ciabot Mentin Ginestra 1999 – Domenico Clerico. Il profumo di menta (Ginestra), frutta tropicale (nebbiolo alla sommità aromatica) e la dolcezza di tannino mi commossero (letteralmente). E non costava manco così tanto…

Vigna d’Alceo 1997 – Rampolla. Non è la mia annata preferita (quella è il 99), ma la prima che assaggiai. Fu un gancio di Tyson. A mio parere, il migliore vino da vitigni bordolesi d’Italia.

3° parimerito: Amarone 1997 – Dal Forno. Lo adoro, e penso si tratti di un vino da difendere, visto che è uno dei bersagli preferiti della winesnobbery italica. Incredibile la capacità di mantenere bevibilità ed equilibrio con quelle fondamenta. Definitivo.

Poi potrei mettere altri 50 vini, magari i Borgogna fatti in 27 bottiglie, le cose introvabili di Gambelli, i riesling tedeschi e tutto quello che va di moda adesso, ma ve li risparmio. Aggiungo solo due bottiglie rappresentative dei miei natali (sono mezzo emiliano e mezzo marchigiano): Rifermentazione Ancestrale 2007 Bellei e riserva 1983 Bucci.

Ci si rivede il prossimo decennio!

FA

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