Pranzo con vista (sulla Maiella)
Capita a volte di sbagliare la scelta del vino al ristorante. Non capita spesso invece che il ristorante te ne faccia scegliere un altro e non ti metta la prima bottiglia sul conto.
Il vino in questione è il Don Anselmo 1997 di Paternoster, assolutamente non viziato dal tappo, ma secondo me troppo evoluto e quasi sgradevole al gusto. Bicchiere giusto e ossigenazione, ma niente da fare, non era di mio gradimento e avrebbe rovinato un pranzo che si prospettava assai gustoso.
Opportuna, anche se oggettivamente non obbligatoria, la sostituzione.
Il ristorante in questione è il Villa Maiella di Guardiagrele, alle pendici della montagna madre dell’Abruzzo, la Maiella per l’appunto. Vino a parte è un posto in cui la realtà supera le aspettative, dove tradizione significa la preparazione dei migliori ingredienti locali al massimo livello di cura ma senza effetti speciali. Un posto a un passo dalla stella, in cui si trova il calore e la familiarità di una trattoria a gestione familiare. Miracoli delle terre d’Abruzzo.
Il menu degustazione della tradizione abruzzese (38 euro) è una scelta obbligata la prima volta, ma forse anche le successive. Altrimenti potete lasciarvi guidare da Peppino Tinari, chef e attento padrone di casa, e di certo non rimarrete delusi. I piatti, dosati per arrivare in fondo, sono una fusione di soavità e intensità saporosa. Bisognerebbe citarli tutti, ma mi limito ai coup de coeur che solo l’Abruzzo sa regalare.
Pallotte con cacio e uova, chitarrina tradizionale con sugo di agnello semplicemente strepitosa, pollo in casseruola al vino cotto, agnello alle erbe aromatiche, il più buono mai assaggiato in vita mia.
La carta dei vini è vasta con notevole profondità di annate per diverse etichette e ricarichi “affrontabili”. La seconda scelta è poi caduta sul Praesidium 2003, Montepulciano d’Abruzzo di Enzo Pasquale (22 euro), un produttore che di distingue per l’espressività stilistica verace. A dispetto dell’annata il vino era piena forma, succoso, con la sua caratteristica nota di olive in evidenza, e senza cedimenti. Oltre a sposarsi in maniera mirabile con l’agnello in un esempio da manuale di abbinamento cibo-vino.
Maurizio Silvestri


